giovedì 11 dicembre 2014

Agricoltura, Gastronomia e Animali - Il Limoncello Artigianale

A Napoli a pochi passi da via San Gregorio Armeno (la strada dei presepi) ed incollato all'entrata di Napoli sotterranea c'e' il laboratorio-rivendita "Limone' " fondato da Daniele Furia insieme ad altri amici amanti della storia di Napoli e le sue tradizioni. E' un laboratorio di liquori artigianali napoletani di infusione ed anche le bottiglie sono create da artigiani locali. I visitatori possono anche assaggiarli.



 All' interno si puo' ammirare un pezzo della fondazione del Tempio dei Dioscuri del V secolo A.C. creato dai Greci, dedicato a Castore e Polluce, poi divenuto un pozzo; e' inserito tra i luoghi da visitare nelle guide piu' importanti di Napoli. Il limoncello e' il piu' noto e piu' venduto, raggiunge i 30/32 gradi e va bevuto freddo per esaltarne l'aroma, la sua paternita' e' contesa fra sorrentini, amalfitani e capresi. Esistono varie ricette di limoncello ed anche Limone' ha i suoi segreti, facendo una ricerca su Internet se ne ha una prova. Comunque la principale differenza sta nel diverso rapporto alcool/acqua/zucchero.




Qui si usano limoni biologici selezionati di Cuma (Campi Flegrei) in collaborazione col centro Greco-Romano.Come si vede nelle foto e nel video ci sono tre grossi contenitori a chiusura ermetica dove vengono messe le bucce sottili pelate a mano dei limoni (evitando di tagliare la parte bianca) per l'infusione con l' alcool di circa 90 gradi, restano diversi giorni quindi travasati con una pompa (data la quantita') nell' altro contenitore in un imbuto a maglie strette, lasciato riposare, quindi mescolato con acqua e zucchero, il terzo contenitore contiene l' alcool a 90 gradi.





Guarda il Video su You Tube
Per saperne di piu' vai al sito Limone'

giovedì 27 novembre 2014

Vetro, Ceramica e simili - Pastori e Presepe Napoletano del 700

A Napoli in via San Gregorio Armeno, conosciuta in tutto il mondo, ci sono le botteghe dell' artista napoletano di fama internazionale Marco Ferrigno che progetta scene e pastori della Napoli del 700 con le stesse tecniche e materiali di allora. Infatti e' in quell' epoca che i nobili napoletani iniziarono a commissionare questi oggetti sia per sentimento religioso che per abbellire le case con creazioni artistiche. Marco ha ereditato dal padre Giuseppe (scomparso da poco) la passione per questo mestiere ma il capostipite e' il bisnonno. Le loro creazioni sono presenti a New York, Parigi, Arles, Malmoe, Stoccarda e numerosi i riconoscimenti ricevuti. E' stato citato dalla stampa sia nazionale che internazionale.





 
Nel 700 i pastori  rappresentavano i vari personaggi del popolo. Il pastore napoletano che ha varie dimensioni e' creato in modo particolare: il primo passo e' un bozzetto disegnato su cui viene plasmata nelle forme l'argilla, la testa, le mani e i piedi viengono fatti appunto con l' argilla, il corpo in fil di ferro ricoperto di canapa (tipo feticcio Wudu), arti in legno, occhi di vetro, gli abiti con le sete di San Leucio . Dall' inizio degli anni novanta si e' cimentato anche nella creazione di personaggi famosi dell'attualita' sia italiana che mondiale (dello sport, politica, cinema, spettacolo e varie) per divertimento ma anche come ammette lui stesso per un fatto di marketing. Nel video e nelle foto si vedono momenti della lavorazione di Marco e dei suoi collaboratori e decine di creazioni. Per chi volesse approfondire la storia del presepe napoletano credo che la pagina piu' esaustiva sia associazionepresepisticanapoletana






Di seguito alcune realizzazzioni:
- venditore di ortaggi (foto 11)
- la procidana (foto 12)
- i musicanti (foto 13)
- la tombolata (foto 14)
- il pizzaiolo (foto 15)






Facendo una ricerca su Google o You Tube "ferrigno pastori" o "ferrigno presepi" comparirranno numerose notizie e video. Le informazioni e le foto mi sono state fornite da Marco Ferrigno.
Guarda il Video su You Tube
Per saperne di piu' vai al  Sito arteferrigno  e al suo profilo Facebook

giovedì 20 novembre 2014

Varie Artigianato e Fai da Te - Odontotecnica (la protesi mobile)

Non tutti sanno che anche l'odontotecnico e' un artigiano, e' colui che costruisce la protesi dentaria prescritta da un medico dentista. Con un amico di Salerno che grazie ad un "prestito d'onore" avuto nel 1998 ha creato un laboratorio odontotecnico (dimostrazione che l'intervento statale a volte e' utile ed efficace), vediamo i vari passi per creare una protesi mobile.






Le protesi mobili possono essere complete, scheletriche e parziali. L' attrezzatura e' composta da apparecchiature ed utensili : Trapano; Becco Bunsen (per la fiamma); Muffola (per lo stampo); Articolatore a valori medi (per montaggio denti); Pressa (per Muffola); Squadramodelli; Forno (per polimerizzazione); Vaporiera professionale (per sgrassare); Lucidatrice (per lucidare protesi finite). I materiali e materie prime utilizzate sono : Gesso di tipo 3, Cera, Ganci in acciaio inox, Denti in resina, Resina per protesi.




Dunque le varie fasi si possono riassumere in : si parte dal modello in gesso ricavato da impronte preliminari; protesi iniziale con denti di cera; con del gesso e l'Articolatore si imitano i movimenti della bocca; dopo questa prova si utilizzano i denti in resina che vengono allineati; passaggio al dentista che la provera' al paziente; modifiche eventuali dopo la prova; passaggio alla Muffola per lo stampo; preparazione della resina che sarebbe la parte rosata della protesi; si passa al Forno per la polimerizzazione; levigatura protesi grezza; lucidatura. Comunque una descrizione piu' analitica la trovi qui "xoomer.virgilio"  
Se vuoi approfondire, vai su Wikipedia
Un altro interessante sito sull' odontotecnica credo sia odontotecnici.net

Guarda il video su You Tube "Creare una protesi mobile (parte 1)"
Guarda il video su You Tube "Creare una protesi mobile (parte 2)"
 

martedì 11 novembre 2014

Vetro, Ceramica e simili - Vetrocamera bassoemissivo

La Vetreria D'Amico fondata nel 1982 da Salvatore e Alfonso D'Amico che la gestiscono insieme ai rispettivi figli Gerardo e Benedetto si trova a Cava de' Tirreni (SA). Il vetro e' la materia prima che viene acquistata da vari grossisti per poi creare vetrocamera, vetri temperati, box doccia, specchi, vetri decorati fino a dei ciondolini artistici (foto 9 - 10) . I macchinari utilizzati sono: il tavolo a controllo numerico (per programmare i tagli lineari e sagomati), Riempisale (per vetrocamera), Estrusore (per incollaggio vetrocamera), Bisellatrice (per smussare gli spigoli - "rotatura"), Lavatrice (per il lavaggio indispensabile del vetrocamera), Forno (per fusione - tipo Murano), Sabbiera (per decori sabbiati su disegno -  effetto opalescente), Plotter da taglio (per dcori vari).





 Nelle foto e nel video si vede in sequenza il processo per ottenere un vetrocamera isolante bassoemissivo (mm 4 + 15 + 4), dove i 4 millimetri sarebbero lo spessore delle 2 lastre, mentre i 15 millimetri la camera d'aria. Il primo passo e' il taglio della lastra su misura (foto 3); poi l'inserimento di sale particolare nel telaio d'alluminio di spessore mm 15 (foto 4); la giuntura degli angoli con elementi di plastica (foto 5); il passaggio del telaio nella forma e misura voluta nell'estrusore per incollaggi (foto 6); il lavaggio nella lavatrice; il posizionamento delle 2 lastre sul telaio; applicazione di una sostanza lungo il perimetro per sigillarlo definitivamente.







 Per chi volesse approfondire l' importanza del vetrocamera, credo che la migliore spiegazione sia su Wikipedia
Se vuoi saperne di piu' vai alla pagina Facebook D'Amico Vetri
Guarda il video su You Tube


lunedì 20 ottobre 2014

Agricoltura, Gastronomia e Animali - Caseificio (la mozzarella)

Nel caseificio Casare' di Cava de' Tirreni (SA) vediamo la produzione della mozzarella di mucca. Un' attivita' artigianale (con annessa rivendita al dettaglio) che si avvale anche di macchinari moderni, nata nel 1963 dal padre Vincenzo, ora gestita dai figli Alfonso, Franco e Felicia piu' 15 dipendenti



  II nome mozzarella deriva dal fatto che la pasta filata ottenuta dalla cagliata viene mozzata, cioè tagliata dai lavoratori del caseificio per essere modellata nella forma voluta. Le varie fasi lavorative in sintesi sono:
- coagulazione ed acidificazione del latte che avviene con l'aggiunta di caglio e siero
- rottura della cagliata manualmente
- la filatura consiste nello stirare la cagliata dopo averla immersa in acqua calda per renderla morbida
- la manipolatura della pasta filata
- la salatura.
Nelle foto si vede la manipolatura per ottenere la "treccia".





 I macchinari moderni sono: la macchina polivalente, filatrice, formatrice, vasca di rassodamento, confezionatrice, forno per affumicatura. Le zone di produzione sono le province di Caserta e Salerno.  Aderisce al consorzio D.O.P.. , il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, nato nel 1981.



Qui si produce oltre alla mozzarella di bufala e mucca, fiordilatte, scamorza, caciocavallo, provola affumicata, ricotta. I prodotti piu' esclusivi sono comunque la mozzarella di bufala biologica e la burrata di bufala.

Per saperne di piu' vai al sito Casare'
Guarda il video su You Tube
Guarda il video su You Tube "mozzarelle-ovaline di bufala"
Guarda il video su You Tube "come si fa la burrata"